--->> INTERVISTA

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Il campo gara è stato preparato nel parco all’interno del castello, con 4 zone artificiali:
due di manufatti di cemento, una di tronchi e una con grossi pneumatici.
Partenza della gara fissata alle 14:00 .
La mattinata è stata caratterizzata da forti acquazzoni che fortunatamente però hanno smesso poco prima l’inizio della gara, permettendoci cosi di gareggiare all’asciutto.
Le zone tracciate da Antonio Silva, commissario tecnico della Federazione Ciclistica Italiana, non si presentavano eccessivamente difficili ma in grado comunque di metterci in difficoltà.
La mia è stata una gara tutta “in salita” poiché dopo il primo giro sul mio cartellino erano timbrati tutti “5”, accumulati per sciocchezze o per non aver avuto l’umiltà di sacrificare “un piede” e di aver puntato troppo alla perfezione.
Riparto al secondo giro con l’intenzione di recuperare il più possibile, ma ancora una volta “mi faccio fregare” e pur di non appoggiare un piede a terra per sicurezza, prendo un altro “5”..
Comincio a preoccuparmi seriamente perché vedo il titolo italiano sempre più lontano, poiché il mio diretto avversario, Luca Monaci, manteneva un punteggio inferiore al mio, ma è proprio a questo punto che decido di “rimboccarmi le maniche” e partire con la rimonta.
Chiudo le tre zone rimanenti con 0, 1 o massimo 2 penalità.
Finalmente inizio il terzo giro in parità con Luca. Affronto la prima zona senza problemi fino all’ostacolo finale dove però mi ostino a volerlo superare senza poggiare piedi a terra. Non ci riesco, ed al secondo tentativo cado cosi mi ritrovo con ancora punti da recuperare visto che Luca è riuscito poi a superare l’ostacolo con l’appoggio di un solo piede.
Sempre più sotto pressione mi ritrovo ad affrontare le zone successive con la consapevolezza di non potermi permettere più alcuna caduta, anzi, anche le 3 o 4 penalità sarebbero state troppe.
Bisognava quindi fare tutto alla perfezione, o quasi: impresa non facile!
Sono riuscito a mantenere la concentrazione e la determinazione e, facendo due “0” e un “1” ce l’ho fatta a finire il terzo giro con 3 punti di vantaggio
Inizio l’ultimo giro, e, come i giri precedenti, alla prima zona faccio un “3”.
Mancano tre zone e ho un solo punto di vantaggio sul secondo.
La pressione è alta, so che non devo assolutamente sbagliare. Inizio la seconda zona superando bene la parte più delicata; passaggio dopo passaggio, chiudo con un bello “0”.
Penultima zona: Luca parte davanti a me e finisce con una sola penalità. E’ il mio turno,
parto bene e proseguo fino al punto critico della zona: e sbaglio il primo tentativo di arrivo su di un alto muro e ci rimetto 2 penalità, lo riprovo e lo supero senza nuove penalità.
A questo punto siamo di nuovo in parità ma Luca deve superare ancora una zona che io ho già chiuso a “0”. Prima di affrontare la mia ultima zona so già che sono tornato in vantaggio di 3 penalità.
Non è cosi scontato riuscire a ripetere uno “0” (già fatto precedentemente) in una zona tecnica, ancor di più sapendo che è quella decisiva per la conquista del titolo.
Dominando l’ansia e l’emozione, affronto la zona con distacco e lucidità, quello che mi ha permesso di concludere la zona con un altro “0” (il mio avversario farà “1”), vincendo così la gara e il titolo.
La conquista di questo titolo è particolare in quanto si svolge con un unico confronto diretto e con risultato immediato (“o la và o la spacca..”): tutto si gioca in un solo evento.
Sono doppiamente soddisfatto perché, viste le premesse di inizio gara non del tutto positive, sono riuscito a raggiungere il mio primo obiettivo della stagione!
Ringrazio i miei sponsor, tutte le persone che mi hanno sempre sostenuto e che continuano a farlo. Un ringraziamento particolare va ai miei genitori che credono sempre in me appoggiandomi in ogni momento.
Sicuramente il weekend più improvvisato che io ricordi!
Qualche tempo fa io e 3 amici (Andrea Maranelli atleta, Mattia Slaifer fotografo ufficiale di Tribalzine.com, Alessio Gaffuri atleta, fotografo ma soprattutto amico e amante della compagnia) abbiamo deciso di partecipare all’evento internazionale “Koxx Days” che si sarebbe svolto nei giorni 23 e 24 Aprile a La Tour De Scay, vicino a Besancon, Francia.
I problemi, per me, sono cominciati gia una settimana prima dell’evento quando le guarnizioni del freno posteriore della mia bici hanno smesso di fare il loro lavoro. Trafilava così olio dai pistoni che è andato a bagnare disco e pastiglie rendendo così la frenata quasi inesistente. Un grosso ritardo delle consegne ha fatto sì che il materiale per riparare il freno ed altri pezzi non siano potuti arrivare in tempo, cioè prima della partenza “costringendomi” così a dover rinunciare alla gara e rinviando quindi la partenza da venerdi mattina a sabato mattina.
Il secondo grosso problema è sorto il venerdi prima del viaggio quando ci hanno avvisato che il furgone da noi prenotato non era più disponibile; ci siamo ritrovati quindi senza un mezzo per muoverci. Dopo ore di ricerche abbiamo trovato la soluzione: grazie alla disponibilità della concessionaria Citroen & Peugeot “Mycar” di Luca Maranelli di Rovereto, abbiamo avuto a disposizione un’ottima e confortevole monovolume Peugeot 5008 che ci ha permesso di affrontare al meglio il lungo viaggio!
Andrea, assieme a Mattia sono partiti sabato mattina, hanno fatto tappa per “caricarmi” e lasciare il volante nelle mie mani: il viaggio comincia..
A Como facciamo un’altra tappa per prendere il nostro quarto uomo: Alessio.
Dopo un lungo viaggio di oltre 600km arriviamo a destinazione nel primo pomeriggio, il tempo è soleggiato e promette bene.
Il campo gara, gia famoso per aver ospitato in passato campionati mondiali, nazionali ecc, si presentava con numerose zone, adatte a tutte le categorie di partecipanti, tutte in stile naturale con grandi rocce e massi accuratamente posizionati e studiati dagli organizzatori per esaltare al meglio le doti di guida degli atleti.
Parte subito la mia ricerca dei pezzi di ricambio necessari a riparare il mio freno, ormai la prima giornata di gara era persa poiché al mio arrivo i miei avversari erano già in zona a confrontarsi e io non avevo ancora trovato una soluzione al mio problema meccanico.
A fine giornata l’unica possibilità era quella di sostituire l’impianto frenante completo, avendone trovato uno nuovo. La mia speranza di poter gareggiare domenica, ormai sparita durante la giornata, era tornata a farsi concreta, così motivato e ansioso di potermi confrontare sulle difficili zone.
Alla fine della giornata mi dirigo con i miei compagni verso l’hotel assegnatoci dagli organizzatori. Scoprendo però che le camere prenotate sembrano non esserci più: qualcuno era riuscito a soffiarci il posto, così dopo qualche sfuriata e delusione ci siamo messi in marcia per trovare un posto dove passare la notte, il tutto con una certa fretta visto che ci trovavamo già in tarda serata!
La fortuna, dopo “avermi permesso” di trovare un freno, torna a farsi viva “facendoci trovare” gli ultimi 4 posti letto disponibili nell’albergo più vicino al campo gara…per modo di dire, più di 5km.
La giornata stava per concludersi ma non avevo ancora avuto la certezza di potermi iscrivere alla gara per una giornata sola, quindi non c’era ancora nulla di fatto.
Una volta trovato l’alloggio abbiamo deciso di andare a visitare Besancon, unica “grande” cittadina nei dintorni.
Dopo esserci presi un po’ di tempo per rilassarci e distoglierci dal pensiero “gara”, in particolare io e Andrea, unici a gareggiare, siamo rientrati per riposarci stanchi a causa del lungo viaggio e dei numerosi imprevisti.
L’indomani mattina alle ore 9 prendeva il via la categoria “expert” alla quale prendeva parte Andrea, così pronti a seguirlo per un appoggio tecnico e morale, io, Mattia e Alessio restiamo al suo fianco, almeno per la prima parte di gara (si ritirerà per una brutta caduta prima di fine gara).
Successivamente ho dovuto dedicarmi alla mia bicicletta poiché avevo il freno nuovo sì, ma bisognava prepararlo e rodarlo per renderlo competitivo. Dopo un po’ di lavoro il freno mi soddisfa e sono pronto e deciso a voler gareggiare. Mi reco al reparto “iscrizioni” dove,dopo una lunga attesa ed incertezza mi danno l’”ok” per poter gareggiare!
La scelta di categoria è tra “elite” e “super elite”; i “super elite” si differenziavano per la peculiarità e difficoltà di molti passaggi in zona rispetto a quelli di categoria “elite”.
Alla fine ho optato per la categoria “super elite”. Questo per diversi motivi: -non essendo una gara titolata non c’era nulla da perdere, solo tanto da imparare; -riuscire a fare tutti i passaggi, o quasi, in una categoria inferiore non è nel mio modo di veder le cose, almeno per quella gara. Infatti, mi avrebbe forse portato a un risultato migliore ma non mi sarei confrontato e messo alla prova con ostacoli e avversari di un livello più alto e quindi adatti ad una crescita professionale ed atletica. In categoria “super elite” il livello era davvero alto, in particolare la domenica, le zone erano da eseguire al contrario rispetto al sabato. I passaggi erano ancora più tecnici e “potenti”, qualcuno forse davvero impossibile per molti, solo qualche “big” è stato poi in grado di superarli.
6 zone da ripetere 2 volte, partenza fissata alle 15:00 e durata 3ore. Verso le 14:00 inizio a riscaldarmi e a riprendere confidenza con la bici visto che dopo le 6 ore di viaggio del giorno precedente e una giornata passata a camminare le sensazioni “in sella” non erano certo delle migliori, ma dopo poco per fortuna sono riuscito a sciogliermi ed a “girare” bene.
Una volta iniziata la gara mi dirigo subito verso la mia prima zona caratterizzata da un ingresso apparentemente banale ma in realtà nascondeva più insidie del resto della zona, e così è stato perché ho preso subito un 5 (forse in parte dato dalla convinzione di avere davanti un ostacolo abbastanza semplice).
Nessun problema, si passa alla seconda, prima difficoltà: saltare, con l’ausilio di una rampa, sino su una roccia piazzata discretamente in alto e distanziata. Prendo una notevole rincorsa e senza farmi troppe domande pedalo a più non posso. “Prendo” la rampa e salto, nessun problema, primo ostacolo superato con buon margine. Passaggio dopo passaggio arrivo nel secondo punto critico della zona dove con poca rincorsa bisognava salire su una roccia posta decisamente in alto. Faccio un tentativo ma invano e nel tornare indietro mi scappa un piede; decido di provare a superare l’ostacolo con un altro appoggio: era l’unico modo, sfortunatamente però una volta fatta salire la bici e risalito su entrambi i pedali, uno di questi sfiora più volte la roccia sottostante facendomi così accumulare banalmente troppe penalità. Proseguo a zona, mi avvicino sempre di più alla fine, ultimo passaggio impegnativo: scappa anche lì un piedino di troppo che sfortunatamente contava come quinta penalità visti i tocchi ripetuti prima, cosi prendo un altro 5. Peccato, ma soddisfatto dei passaggi fatti.
Terza zona altra rampa in ingresso per salire su un masso di dimensioni notevoli. Anche qui massima ricorsa possibile e pedalare a più non posso. Arrivo davvero veloce, salto e atterro con abbondanza sulla cima del masso: una soddisfazione!
Proseguo, passaggio dopo passaggio arrivo verso il secondo e ultimo punto critico della zona, dove, un po’ per stanchezza e un po’ per convinzione di poterlo raggirare con un piede, mi posiziono per saltare da una piccola roccia su un pianale in legno. Esito un po’ troppo, così scendo, appoggio un piede e mi rendo conto che con il piede cosi in basso rispetto al pianale mi era impossibile portarci sopra la bicicletta. Ci provo e riprovo, ma il tempo passa e io non riesco a salire, purtroppo prendo un altro 5, comunque sono in parte soddisfatto per come sono arrivato fin lì.
Mentre le tre zone precedenti (le più facili a mio avviso) erano tutte fattibili con non più di una penalità, le tre successive erano decisamente più complesse poiché i passaggi critici non erano, o quasi, superabili sfruttando qualche piede, inoltre le trovavo leggermente più lunghe.
Mi reco alla quarta zona, supero bene la prima difficoltà, mi si presenta successivamente il passaggio più complicato e “impossibile” della zona: una salita su di un tronco sporgente ad un’altezza che superava la mia statura. Per poterlo raggiungere ho dovuto utilizzare 2 piedi.
Supero il passaggio ma me ne ritrovo davanti un altro altrettanto impegnativo: una roccia molto imponente sulla quale salire con uno spazio di manovra davvero limitato. Provo, ma niente da fare.
Con qualche “acrobazia”riesco a superare la roccia con un altro piede. Proseguo e…ennesimo grande ostacolo: una brutta salita laterale in contropendenza su una roccia. Sarebbe stato forse sufficiente mettere il solito piede per proseguire e completare la zona poiché il peggio era passato, ma il mio obiettivo principale era quello di provare ogni singolo passaggio per cercare di farlo, quindi stringo i denti, salto ma arrivo sbilanciato e cado. Altro 5, in questa zona non ho avuto molta soddisfazione vista l’impossibilità da parte mia di superare alcuni ostacoli.
Ancora due zone e poi fine del primo giro. La fatica e la stanchezza cominciano già a farsi sentire, questo dato anche dal fatto che durante la gara mi sono reintegrato solo con acqua! Questo perché ero partito da casa già con la convinzione di non poter gareggiare e così, sbadatamente non avevo portato con me sali minerali, frutta, integratori ecc..
Quinta zona, l’unica veramente impossibile per me, come per quasi tutti gli altri, e lo mostrava già dal primo ostacolo: una salita davvero impegnativa per la posizione di partenza e di arrivo sull’ostacolo. Prendo subito un 5 e una delusione perché ero convinto di potercela fare.
Passo oltre, all’ultima zona. Sicuramente si dimostrava la più “scenica” da vedere: ricca di grandi passaggi e abilità tecnica. Anche qui massima difficoltà dal primo ostacolo, una salita su una roccia stretta e verticale che superava la mia taglia. Parto bene, supero l’ostacolo. Passaggio dopo passaggio mi reco in un altro punto delicato della zona. In questo caso non occorreva forza bruta solo precisione e sangue freddo essendo l’ostacolo a ridosso di uno scosceso per cui, se ti sbilanciavi cadevi nel vuoto. Supero il passaggio inaspettatamente senza grossi problemi, proseguo finché mi ritrovo il passaggio più difficile della zona, per quanto all’apparenza sembri quasi una banalità. Si trattava di salire su di un muro leggermente inclinato che proseguiva con una salita di terra partendo da un avvallamento con pochissima rincorsa. Ho provato e riprovato più volte, ma non ce l’ho fatta a salire.
Terminato così il primo giro riparto per il secondo, convinto di poter chiudere almeno la metà delle zone, invece la stanchezza si fa sentire sempre di più e mi ritrovo a fare dei 5 più banalmente di prima!
Sono un po’ deluso e arrabbiato con me stesso per non essermi organizzato a dovere e portato appresso ciò di cui avrei avuto bisogno durante la gara (spero che questo mi serva da esperienza in futuro). Pazienza, ormai era troppo tardi, dovevo solo cercare di prendere il meglio da quella situazione.
Passaggio più, passaggio meno rispetto al primo giro, replico con un altro “cartellino pieno” e termino la gara. Sono davvero stanco!
Chiaramente il risultato finale non era proprio il mio obiettivo anche perché, non avendo corso il sabato, non avrei potuto rientrare in classifica finale con gli altri avversari visto che il punteggio era la sommatoria delle due giornate di gara. La gara di domenica non è andata molto diversamente anche per altri, visto che il 6°classificato, Hannes Hermann ha collezionato tutti 5 anche lui nel primo giro, nel secondo giro, è riuscito a concluderle a 3 solo due zone; il 5°classificato, Theau Courtes, ha concluso il primo giro con cinque volte 5 e un 1 e, il secondo giro anche lui con tutti 5; il 4° classificato, Guillaume Dunand, ha fato entrambi i giro con tutti 5, esclusa una zona terminata a 1!
Guardando globalmente la classifica di domenica ho notato che eravamo più o meno tutti con punteggi simili.
Faccio un bilancio del weekend, nonostante:
- Aver avuto indecisioni sulla partenza fino a qualche ora prima;
- aver fatto più di sei ore di viaggio a poca distanza dalla gara;
- aver riparato la bici all’ultimo minuto;
- aver trovato un posto in hotel per miracolo;
- aver gareggiato senza una adeguata alimentazione sia prima che durante la gara;
- aver avuto il permesso di iscrizione due ore prima della partenza della gara;
mi sento discretamente soddisfatto perché ho gareggiato in “super elite”(che non è cosa da poco), ho “chiuso” buona parte dei passaggi e non ho ottenuto un punteggio tanto inferiore a quello di altri che mi hanno preceduto in classifica.
Sono ottimista per le gare future, certo c’è ancora, come sempre, tanto da migliorare ma penso che la direzione sia quella giusta.
Si conclude così un weekend corto ma davvero intensissimo. Speriamo che, se ci sarà un prossimo “Koxx days”, io possa partecipare in forma e preparazione migliori.
Ringrazio i miei tre compagni di viaggio Andrea, Mattia e Alessio, prima di tutto per la loro compagnia e simpatia durante il viaggio e sul posto, per aver messo a disposizione una buona e confortevole auto e ancora per la loro presenza e disponibilità a supportarmi durante tutta la gara!
Prossimo appuntamento prima gara di Coppa Italia a Lazzate il 15maggio.
Alla prossima..
Gravity Crew avvia alla grande la stagione 2011 portando in Italia i big del Trial internazionale.
Benito Ros e Gilles Coustellier parteciperanno infatti, il 20 marzo, a - Trial Racing “A Ruota Libera” -, gara di apertura della stagione italiana, che si terrà ad Abbiategrasso (MI), durante la tradizionale fiera locale bici-moto-auto. Oltre ai due pluriCampioni Mondiali, parteciperanno alla manifestazione anche altri atleti stranieri provenienti da Francia e Belgio. Le zone saranno allestite sul piazzale principale dell’area espositiva, ci saranno 4 zone per le categorie agonistiche e amatoriali e 3 zone per le categorie giovanili, tutte come sempre diversificate per livelli di capacità (formula CIT); Gravity Crew offre quindi la possibilità a tutti gli atleti italiani di partecipare ad una gara fianco a fianco con più forti specialisti in circolazione.
Presente anche il Commissario Tecnico Antonio Silva, che coglierà l’occasione per presentare i programmi 2011 della Nazionale Italiana di Trial e, con il contributo del Delegato FCI Marco Patrizi, della imminente stagione di Coppa Italia 2011.